Che cos’è l’afasia

Il linguaggio è la funzione cognitiva in assoluto più complessa ed è localizzato nell’emisfero cerebrale sinistro. L’uomo è l’unico essere vivente dotato di questa facoltà.

Quando i centri del linguaggio subiscono un danno e vi è una lesione delle aree deputate alla produzione e alla comprensione linguistica si determina l’afasia.

Esistono molti tipi di afasia, a seconda di quali siano le funzioni conservate e quali no. Il linguaggio infatti, può essere suddiviso il due macrocategorie, la produzione e la comprensione, a loro volta scomponibili in altre funzioni, che possono subire danni di entità diverse e in modo selettivo.

Per molto tempo si è creduto che il sistema nervoso, una volta leso, non potesse più rigenerarsi e che le conseguenze di un evento patologico fossero definitive. Oggi, invece, sappiamo che il nostro cervello è dotato di una plasticità che rende possibile un certo recupero, variabile da persona a persona. La plasticità cerebrale è massima in età pediatrica, e diminuisce nel tempo.

Proprio per questo è importante che ogni paziente afasico abbia la possibilità di effettuare riabilitazione logopedica, cercando di recuperare parte delle abilità perse e di trovare strategie che gli consentano di comunicare efficacemente con qualsiasi interlocutore, nonostante la presenza di un deficit.

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43 thoughts on “Che cos’è l’afasia”

  1. Da piu’ di 30 anni mi occupo di diagnosi e rieducazione dei disturbi afasici del linguaggio. Sono contenta di avervi conosciuto! Spero di trovare degli interlocutori curiosi e intelligenti per un vivace scambio di esperienze e conoscenze. L’afasia ha bisogno che si parli di lei! E se se ne parla bene è meglio e più utile per i pazienti e i loro familiari… Buon lavoro a tutti

  2. ho bisogno di sapere se esiste una struttura in lombardia che si occupa di riabilitazione logopedica di anziani colpiti da afasia in seguito a ictus – possibilità di permanenza fino al termine della terapia.
    grazie

  3. certo, la zona di milano offre molte possibilità (ma non solo quella). Ti consiglio di rivolgerti ad un neurologo, che saprà indicarti la struttura più adatta al caso, considerando il quadro clinico della persona

  4. E’ molto difficile effettuare la rieducazione dell’afasia in una situazione di ricovero, in quanto e’ un percorso molto lungo (da un minimo di sei mesi a un paio di anni) e non sono previsti ricoveri cosi lunghi nelle strutture di lungodegenza riabilitativa. Forse è giusto sia cosi, l’afasico recupera meglio e di piu’ inserito nel suo contesto familiare accedendo a centri di rieducazione in regime ambulatoriale. Dove? per esempio alla Don Gnocchi, a La Nostra Famiglia e in tutti quegli ospedali (pochi purtroppo!) con un servizio di rieducazione dell’afasia attivo.

  5. salve sono la mamma di camilla 5 anni nata alla 33 settimana con peso di 870 gr.oggi la comprensione del linguaggio e quasi totale ma la produzione e ancora a livello di frasi nucleari.studio neuroscienze e ho il sospetto che possa essere un afasia.vorrei consigliare alla logopedidista che segue camilla il trattamento terapeutico piu utile.lei che ne pensa

  6. Gentile mamma, non mi è chiaro quale sia la diagnosi fatta ad oggi per la sua Camilla.perchè non la convince?
    Sono comunque certa che la professionista che ha in carico la sua bimba saprà quale trattamento sia più indicato e valuterà la necessità di ulteriori approfondimenti a fine diagnostico.

  7. Buon giorno. Mia sorella è afasica a causa di un aneurisma. Volevo sapere se esiste un termine dopo il quale le persone afasiche restano così senza più nessuna possibilità di miglioramento. Grazie.

  8. Penso si possa affermare che le possibilità e i tempi di recupero degli Afasici siano molto “personali”, cioè variabili da paziente a paziente, dipendenti sicuramente dalla gravita’ del deficit linguistico presente e dall’estensione della lesione cerebrale, ma anche da tanti altri fattori non sempre definibili. Sicuramente dopo i primi sei mesi di malattia, il miglioramento e’ strettamente legato alla terapia riabilitativa e alle stimolazioni cui il paziente viene sottoposto. E’ possibile osservare miglioramenti dei deficit Afasici anche dopo anni di terapia riabilitativa! Penso sia importante crederci e insistere!

  9. Un’ osservazione e un consiglio sempre in tema di afasia. Spesso il paziente afasico presenta anche dei deficit motori (emiplegia o emiparesi all’emisoma destro); si osserva una sorta di “corsia preferenziale” per la riabilitazione motoria, rimandando a un tempo successivo la rieducazione dei disturbi del linguaggio. Perché ? Forse e’ meno importante parlare, comunicare con i nostri simili che muoversi? Credo che i due percorsi riabilitativi debbano essere paralleli da un punto di vista temporale, e iniziare il più presto possibile, appena le condizioni generali del paziente lo consentano.

  10. buongiorno,
    innanzitutto grazie per la vostra disponibilità!
    volevo chiedere un consiglio in merito alla rieducazione di un’afasia globale a seguito di un ictus.
    al momento la paziente, che ha conservato l’intelligenza emotiva, (se così si definisce) ma che ha perso la facoltà espressiva e di comprensione, si esprime attravercso dei meccanicismi. poiché credo che questi rappresentino il primo ostacolo da eliminare, come bloccarli? ci sono degli stratagemmi? in genere quanto tempo ci vuole per superare qurata fase? anche per un afasico globale è possibile recuperare? grazie mille per le vostre risposte!

  11. Gentile Alessandra, si ricordi che la consapevolezza del proprio deficit è fondamentale per eliminare tutto ciò che interferisce con la riabilitazione. Il primo passo del riabilitatore, quindi, è mettere il paziente di fronte all’inefficacia di certi meccanismi, per poterli così controllare e superare. Il tempi sono ovviamente diversi (c’è chi non va mai oltre questa fase!), ma ovviamente il periodo critico è nelle prime settimane dall’evento neurologico che ha determinato afasia.
    Il recupero è variabile, ma per un afasico globale in genere non è possibile presupporre un recupero completo, ma l’obiettivo è ottenere una comunicazione “funzionale” al quotidiano.

  12. Le domande di Alessandra (19 maggio 2014) circa la rieducazione e le possibilita’ di recupero di un’afasia globale mi offrono lo spunto per affrontare il discorso dell’importanza della rieducazione dei disturbi della comprensione del linguaggio. Vero e’ quanto afferma Jenny quando dice “per un afasico globale non e’ possibile presupporre un recupero completo, ma l’obiettivo e’ ottenere una comunicazione “funzionale” al quotidiano “; ma e’ altrettanto vero che qualunque recupero dell’afasia passa dal recupero della comprensione del linguaggio, sempre compromessa – in modo più o meno grave – in tutti i quadri afasici. L’afasia globale e’ caratterizzata dalla grave compromissione di tutti i comportamenti linguistici; e’ importante iniziare al più presto la rieducazione e iniziare proprio dalla rieducazione del disturbo della comprensione del linguaggio . E’ il miglioramento della comprensione che “avvia” il recupero del deficit afasico e che migliora le possibilità di uno scambio comunicativo del paziente. Penso inoltre sia molto importante e utile aiutare i familiari dei pazienti Afasici a capire che cosa sono i disturbi della comprensione del linguaggio, anche per metterli nella situazione di interagire con il loro familiare afasico e comunicare davvero!

  13. Penso che uno scambio di esperienze e conoscenze sarebbe molto utile per l’afasia, sempre più ignorata e maltrattata, per gli afasici e per i loro familiari. Grazie a questo sito che offre questa possibilità …tutti noi abbiamo l’opportunità di parlare e il dovere morale di farlo, soprattutto per chi non ha più la possibilità di far sentire la sua voce!

  14. E’ davvero un peccato che non si riesca ad aprire un dibattito sull’afasia e sulle tante tematiche associate!

  15. Domanda provocatoria: qualcuno rieduca ancora l’afasia ?!
    Il silenzio, sia degli addetti ai lavori che dei pazienti e/o dei loro familiari, fa pensare che stiamo parlando di una malattia rara, che si cura con qualche terapia farmacologica o che non si cura affatto ….
    E invece non e’ così !
    Coraggio con le domande, apriamo la discussione (e la mente!) …..

  16. di certo non c’è la cultura rispetto alla presa in carico di questa problematica nel territorio: nell’ULSS in cui svolgo la mia attività, la logopedista della neurologia è UNA ed è ovvio che non si possono offrire grandi percorsi riabilitativi con risorse così limitate…. molti non pensano, una volta che il loro familiare afasico è rientrato a domicilio, di intraprendere un percorso privatamente, e si “accontentano” dei risultati (o dei non risultati) ottenuti in poche settimane di logopedia!!!!

  17. Certo, nel nostro Paese non c’ e’ la cultura verso la riabilitazione in generale e in particolare verso quella dell’afasia . La si insegna poco e male nelle scuole di logopedia; non la si consiglia come terapia ai pazienti che la manifestano dopo un ictus cerebrale; non se ne parla. Nemmeno in ospedale!
    Tutto questo fa si’ che l’afasia e’ ancora un qualcosa di sconosciuto alla stragrande maggioranza delle persone, con tutte le più negative conseguenze determinate dall’ignoranza .
    Almeno noi, addetti ai lavori, cerchiamo di parlare di afasia in tutti i contesti che lo rendono possibile !

  18. Salve,
    Volevo chiederle un parere sulle possibilita` di recupero che ha mio papa`, colpito da Grave Emorragia cerebrale lo scorso 19 Gennaio, parte sx del cervello, con Emiplagia dx, afasia, Disfagia.
    Oggi sono 199 giorni ch’e` in ospedale e dal 5 Marzo e` uscito dalla rianimazione, ed e` stato trasferito in Lungodegenza/riabilitazione.
    Ha perso 22 chili (dai 105 iniziali), ha la peg e non piu` il sondino, perche` nelle prove di deglutizione si rifiutava di collaborare, stufo dei tanti mesi di degenza.
    Da quando li hanno tolto il sondino e` comuqnue piu` tranquillo e da ieri hanno ripreso con le prove di deglutizione e speriamo collabori.
    Ha conservato una discreta comprensione, ma non riesce a parlare, emette solo dei versi incomprensibili.
    L’otorino ha rilevato anche la paralisi della corda vocale e ieri, in palestra durante la seduta, ha cominciato a piangere perche` aveva male all’anca e nonostante il pianto non richiede l’emissione di una parola, ma solo di un suono, lui non riusciva ad emetterlo. Vedevi solo il suo viso stremato, dove cadevano le lacrime, ma dalla bocca usciva solo un ‘ahhh ahhhh ahhhh’, ma senza suono.
    E` dura vederlo cosi`, vorrei capire se c’e` possibilita` di recupero della parola.
    Papa` ha 61 anni, non e` vecchio, ma ha poco spirito combattivo ed e` molto arrendevole.
    Dal punto di vista motorio, ha recuperato un po’ l’uso della mano dx, ma la spalla e` bloccata.
    Mentre la gamba sta dando adesso qualche timido cenno di risveglio e muove un po` il piede.
    La dottoressa inizialmente l’aveva classificato anche come aprassico e infatti non riusciva nemmeno a ripetere le cose che chiedevi di fare, ma nelle ultime settimane, da quel punto di vista ha recuperato un po`, ed e` molto piu` vigile, attento.
    Ho notato una cosa… Lui apre/chiude la bocca, tira fuori la lingua e la muove su comando. Ma quando vuol provare a parlare, lui spalanca completamente la bocca e ha un respiro come affannoso, con la lingua rimane bloccata e ferma in basso.

    Grazie in anticipo!

  19. Infatti….non se ne parla! Argomento assolutamente tabù …. Eppure l’afasia e soprattutto gli Afasici esistono, eccome! Persone che hanno perso la capacita’ di dire la propria idea, di raccontare quello che pensano ma anche, molto più semplicemente, di chiamare con il proprio nome la mamma, o la moglie, o la figlia…. E noi, con il nostro silenzio negligente e ozioso, li condanniamo a non dire !
    Proviamo a cercare nella nostra testa qualche pensiero. A volte cercando le parole si trovano i pensieri….

  20. Rispondo a Paolino che chiede sulle possibilità di recupero del suo papa’.
    Buongiorno e innanzitutto grazie delle sue domande non facili. Ha descritto molto bene la situazione clinica del suo papa’ che e’ certamente molto grave, ma in evoluzione! Lei riferisce, negli ultimi tempi,miglioramenti dal punto di vista motorio e dal punto di vista della collaborazione alle terapie riabilitative. Penso sia il momento “giusto” per iniziare la rieducazione dei disturbi dell’afasia, che vuole dire un ciclo di almeno sei mesi, con frequenza di almeno 3-4 sedute settimanali. In queste situazioni di solito il disturbo afasico e’ grave e pertanto colpisce tutte le modalita’ del linguaggio (comprensione ed espressione, orale e scritta), pertanto il lavoro da fare e’ tanto. Diciamo che nei primi mesi di rieducazione si puo’ capire quali sono gli obiettivi da perseguire. Da quanto dice non sono in grado di comprendere se all’afasia siano associate anche delle gravi difficoltà articolatorie , che, se associate, possono ulteriormente complicare il recupero dell’espressione orale: a volte, in questi casi, l’obiettivo diventa il recupero dell’espressione scritta. Il suo papa’ e’ una persona giovane ed e’ doveroso fare un serio, cioè intenso costante e sufficientemente lungo, percorso riabilitativo senza arrendersi alla sua ridotta collaborazione o ai suoi eventuali rifiuti. Lei e i suoi familiari dovete supportarlo e incoraggiarlo ad andare avanti, mostrandogli i suoi continui miglioramenti, anche se piccoli. Tantissimi auguri e ci tenga aggiornati!

  21. Salve,
    rispondo al punto in cui non e` chiaro: “non sono in grado di comprendere se all’afasia siano associate anche delle gravi difficoltà articolatorie”.

    Papa` non riesce proprio a parlare.
    Emette solo dei versi incomprensibili, spalancando la bocca, ma non esce nulla di comprensibile.
    Lui, in questi mesi, non ha mai fatto una logopedia mirata al recupero del linguaggio, ma hanno solo lavorato sulla sua disfagia, perche` hanno una sola logopedista e se la dividono in tanti reparti.
    Adesso e` molto piu` presente, ha bisogno di cominciare un lavoro che li permetta in qualche modo di comunicare e farsi capire.

    Saluti
    Paolino Manganiello

  22. Da quanto scrive, signor Manganiello, il suo papa’ presenta, associato al disturbo afasico, anche un grave deficit fono- articolatorio che, come ho detto, può ulteriormente complicare il recupero della produzione orale. Ha notato se suo padre usa o tenta di usare la gestualità per cercare di comunicare ? O magari, seppur con la mano sinistra, prova a scrivere qualcosa, sempre per cercare di comunicare? In ogni caso, anche secondo me, e’ ora di iniziare un percorso riabilitativo logopedico che prenda finalmente in carico i suoi disturbi del linguaggio con lo scopo di ripristinare una comunicazione possibilmente verbale o, se proprio non ci saranno dei risultati dopo almeno sei mesi di rieducazione frequente e continua (3-4 sedute settimanali), almeno non verbale. Pur tenendo conto delle difficoltà legate alla mancanza di personale, insista in questo senso!

  23. Salve,
    Si.. ha anche una corda vocale paralizzata, pero` mi hanno detto che con la respirazione potrebbe compensare con l’altra, mantendo un tono basso.
    C’e` anche la possibilita` di un piccolo intervento localizzato, che avvicini la corda paralizzata a quella sana, ma sono tutte ipotesi da valutare quando avra` recuperato almeno in parte, la capacita` di comunicare verbalmente.
    La settimana scorsa li abbiamo messo la penna in mano e dato un foglietto per scrivere. Con la mano sinistra guidava la mano dx e il risultato non era comprensibile.
    La cosa che mi ha fatto un attimo pensare, e` che lui non ha provato a scrivere con la sx, ma a messo la penna sulla dx e con la mano sx spostava la mano dx per scrivere.
    Per quanto riguarda la gestualita` e l’espressioni del viso, considerando che inizialmente aveva anche una grave forma di aprassia, adesso riesce a farsi capire quando li chiedi qualcosa e le sue reazioni sono rimaste identiche al pre-evento quindi e` facile per noi capire certi suoi gesti.
    Il problema e` quando lui vuole cercare di comunicare qualcosa, iniziando un discorso… ecco, qui non ci siamo proprio e finisce quasi sempre col piangere.
    Per il resto, non so` per quanto ancora restera` in ospedale, perche` sono 7 mesi ch’e` li, dei quali un mese e mezzo in rianimazione e 5 mesi e mezzo in riabilitazione.
    Molto probabilmente, a breve, avro` bisogno di un logopedista, che venga a casa a fare queste sedute.
    Lei per caso puo` aiutarmi?
    Abito a san Giorgio in Bosco, in provincia di Padova!

    Grazie e Saluti
    Paolino Manganiello

  24. Io sono a Milano e non posso aiutarla concretamente. Le consiglio di rivolgersi alla dottoressa Jenny Fincato, responsabile di questo sito, che sicuramente la potrà aiutare personalmente o comunque darle qualche indirizzo più compatibile da punto di vista geografico. Il suo ultimo scritto mi conferma che il suo Papa’ ha certamente un’importante afasia e deve iniziare al più presto la rieducazione.
    Spero possa trovare presto una soluzione in questo senso.

  25. Spero di avere buone notizie del suo papa’ tra qualche tempo e resto a sua disposizione per eventuali domande, dubbi, chiarimenti…. Auguri!

  26. Buongiorno, la mia mamma, 89 anni, è stata colpita da ictus in aprile dello scorso anno, emiplegia destra, afasia, causato da fibrillazione atriale. Dopo ricovero all’ospedale di Vercelli con previsione di vita di 30 giorni,essendo io residente a Pinarolo Po in provincia di Pavia, sono riuscita ad avere un ricovero riabilitativo alla Maugeri di Montescano e Pavia. Alla fine di questo percorso,ho portato la mamma a casa dpve è tutt’ora. Qualche miglioramento io l’ho visto con il passare del tempo, mangia da sola con la mano sinistra, certo a fatica, comprende quello che le chiedo abbastanza bene, emette suoni che mi sono incomprensibili, ovviamente nin riesce a leggere e quando prova a vedere il giornale, dopo è seriamente depressa. Avrei desiderio di contattare, anche privatamente, una logopedista in zona per tentare ed imparare a comunicare con lei in qualche modo, almeno provare. Sono ovviamente disposta a seguire anch’io corsi o percorsi che mi aiutino. Anche per il loro morale, vedere che ci si impegna, credo sia molto importante. Il medico mi dice che ci sono solo percorsi ASL riabilitativi (2 all’anno) per la parte motoria.
    Vi ringrazio e cordialmente saluto
    Grazia Gallo

  27. Buonasera e complimenti per quello che sta facendo per la sua mamma! Per aiutarla ad approfondire le sue conoscenze in afasia le suggerisco di consultare il sito dell’AITA ( associazione italiana Afasici) dove puo’ trovare un po’ di notizie . Penso possa trovare anche i Servizi che forniscono logopedia sul territorio. Per quanto a mia conoscenza (lavoro da 25 anni presso una struttura di Milano accreditata asl) e’ possibile effettuare anche dei percorsi asl di logopedia . Penso che alla fondazione Maugeri di Montescano siano in grado di dirle dove rivolgersi, eventualmente anche privatamente . Tenga presente inoltre che se la sua mamma e’ riconosciuta invalida, tutte le spese riabilitative che sostiene sono detraibili al 100% ( e non solo al 20%) . Le faccio molti auguri e resto a disposizione per eventuali altri suggerimenti .

  28. Sto preparando una tesi specialistica in linguistica sull’afasia post trauma cranico e sull’arte -terapia , qualcuno mi può consigliare qualche centro per reperire materiale, statistiche o testi recenti???

  29. Buonasera, le suggerisco il nome del prof. Claudio Luzzatti, ordinario di Psicologia presso l’Universita’ Bicocca di Milano, studioso di afasia . Penso possa darle una mano almeno a reperire le fonti bibliografiche utili .

  30. Buon anno a tutti coloro che si “scontrano” con l’afasia , innanzitutto i pazienti, poi i loro familiari, spesso lasciati soli, e da ultimo tutti noi che cerchiamo di “mettere in riga” questa patologia del linguaggio ! Che sia un anno di intelligenti discussioni anche su questa pagina, per tenere sempre alta l’attenzione su questo importante deficit linguistico che può colpire chiunque e che, quando accade, ti cambia la vita davvero!

  31. Buonasera, mia cugina di47 anni in seguito ad un incidente in motorino (la sciarpa è finita nella ruota e l’ha strozzata) ha avuto un’ occlusione della carotide con conseguente ampia area ischemica del’emisfero sinisto paresi del braccio e gamba destri e difficoltà nel linguaggio.l’incidente è avvenuto il 10 novembre e lei è uscita dalla rianimazione il7 gennaio ora e in un centro di riabilitazione.ha avuto anche varie fratture alla gamba sinistra ,lesioni polmonari e della laringe.da allora ha ripreso completamente l’uso della gamba destra e in parte il movimento del braccio.per il linguaggio dice parole semplici (mamma papà alcuni nomi dei parenti, si, no ,e diverse altre parole.)riesce quasi sempre a farsi capire aiutandosi con la gestualità. Riesce a leggere ma non a scrivere.vorrei poterla aiutare e capire di più del suo problema del linguaggio, perche riesce a leggere e non a scrivere? .noi la stimoliamo molto parlandole e ascoltandola cercando di capirla.lei è consapevole del suo stato e anche lei si chiede perché non riesce a parlare in modo comprensibile .lei parla tanto ma le parole comprensibili sono pochissime.Grazie in anticipo

  32. Avrei bisogno di sapere in sicilia centri di riabilitazione per l’afasia grazie……e poi vorrei sapere se l afasia e legata alla deglutizione

  33. salve katia! purtroppo non conosco la realtà della sua regione, perciò non saprei indicarle un centro nello specifico. L’afasia è legata al linguaggio, ma chiaramente una lesione cerebrale può compromettere più aree cerebrali, pertanto possono insorgere contemporaneamente sia l’afasia che la disfagia (difficoltà di deglutizione)

  34. Buonasera Katia, per conoscere i centri di riabilitazione per l’afasia in Sicilia le suggerisco di consultare il sito dell’AITA Associazione Italiana Afasiici. Troverà un elenco aggiornato dei centri di riabilitazione , regione x regione, e altre utili notizie.
    Con i migliori saluti. Ester Zanobio

  35. Risposta a Carmela Borriello
    Leggo ora quanto accaduto a sua cugina. E’ fondamentale che effettui riabilitazione dei disturbi del linguaggio e della deglutizione! E’ una persona giovane ed e’ importante ottenere il massimo recupero possibile . In quale struttura riabilitativa e’ attualmente ricoverata ? Riesce a fare con regolarità la rieducazione , cioè almeno 3-4 volte a settimana ? Attendiamo notizie aggiornate.
    Ester Zanobio

  36. Buonasera, oggi la moglie di un paziente, affetto da un’afasia molto grave con severa compromissione dell’espressione orale, mi ha confidato che durante il ricovero in un ospedale di Milano, le e’ stato suggerito l’uso della pappa reale per migliorare il disturbo di suo marito ….
    Tanto non mi era ancora capitato di sentire in più di 30 anni di attività.
    Legittima forse l’ignoranza di questa patologia che colpisce il linguaggio dei soggetti adulti dopo un evento vascolare a carico dell’emisfero cerebrale sin, ma non la presunzione di dare consigli … inutili!

  37. che dire….ormai i tuttologi sono in ogni dove e dispensano perle di saggezza a chi gli si affida pensando di trovare un valido aiuto!!

  38. Hai ragione Jenny! E forse per questo abbiamo il compito di informare, spiegare, far conoscere… Mi piacerebbe molto che su questo sito si aprisse un dibattito tra operatori, tra familiari di pazienti e operatori, con gli studenti delle scuole di logopedia, tra addetti ai lavori e non. Penso sia importante far capire ai familiari dei pazienti Afasici come possono continuare a comunicare con i loro cari anche quando sono colpiti da una grave afasia, spiegare che cosa vuol dire avere delle difficoltà di comprensione linguistica…. Il tutto con lo scopo di migliorare la qualità di vita ai portatori di questa grave disabilità -l’afasia – e ai loro familiari . Ci proviamo?

  39. Qualche giorno fa ho ricevuto, dalla figlia di una paziente afasica, un messaggio che recitava: “c’è mia mamma in questo periodo che continua a parlare a ruota libera arrabbiata e noi non riusciamo a capire ciò che dice….mi potrebbe dare qualche consiglio per decifrare?….”
    Questa richiesta di aiuto mi ha lasciato sbalordita, anche perché la paziente era stata degente per alcuni mesi in una struttura riabilitativa, e mi sono posta questa domanda: nessuno mai, medici o logopediste, aveva spiegato alla figlia che cos’è’ l’afasia e come si può e si deve continuare a comunicare con un familiare afasico ? Da un contatto telefonico con la signora ho verificato che si, proprio nessuno aveva mai spiegato nulla.
    Vero che ci sono dei familiari che non vogliono ascoltare, vero che ci sono dei familiari che faticano molto ad accettare i disturbi dei loro cari, ma perché, care colleghe logopediste, quando iniziamo un percorso con un paziente non dedichiamo un po’ di tempo anche ai suoi familiari? Perché non cerchiamo di spiegare loro che cosa vuol dire per una persona adulta perdere improvvisamente l’uso del linguaggio, avere delle difficoltà di comprensione del linguaggio anche se sono rimaste intatte le capacità logiche e di ragionamento, non essere più in grado di leggere ne’ di scrivere? Perché non lo facciamo?
    Non ci sono molte risposte a questa domanda: o non siamo in grado di spiegare o pensiamo sia solo una perdita di tempo.
    Se non siamo in grado di spiegare, non so come possiamo pensare di essere in grado di rieducare queste difficoltà! Rieducare non e’ l’applicazione pedestre di un esercizio, di un metodo o di una tecnica; rieducare e’ soprattutto cercare di capire che cosa non funziona e quindi pensare a degli esercizi che stimolino le funzioni compromesse, al fine di facilitare il loro recupero. Il paziente e’ un soggetto “in movimento” e l’esercizio deve continuamente adattarsi all’evoluzione del paziente.
    Se invece pensiamo che parlare con i familiari sia solo una perdita di tempo, pure commettiamo un grande errore: dedicare un po’ di tempo ai familiari, a inizio e durante il percorso, può essere di notevole aiuto al paziente e migliorare di molto la sua qualità di vita. Se il familiare sa come deve rivolgersi al paziente, come deve coinvolgerlo in una situazione verbale e come può ottenere delle risposte, il paziente mantiene più facilmente un suo ruolo “attivo” nel contesto familiare e, supportato, può comunque comunicare e non solo essere “interpretato” (spesso male) dagli altri. Questo comportamento, in molti casi, contribuisce al suo miglioramento, perché il paziente e’ “costretto” ad usare il linguaggio nella sua quotidianità e non solo durante la seduta di logopedia .

  40. Buongiorno.
    Sono un uomo di 42 anni.
    Solo oggi mi sono convinto di cercare una definizione al mio problema che ho, penso da sempre. E vi ho trovato.
    Il mio problema è più lieve di tutti quelli che hanno scritto qui. Ma tale difetto mi sta producendo effetti sull’attività sociale; quando inizio una conversazione non so mai se riuscirò a finirla bene oppure se la interromperò bruscamente a causa di mancanza di parole. Questa cosa mi porta a non intraprendere discussioni e ad isolarmi un po.
    Non ho nessun tipo di problema nella comprensione.
    E mi succede molto spesso. Ma non sempre. Alcune volte, rare, riesco a fare frasi con parole difficili senza nemmeno accorgermene.
    Le parole che non riesco a ricordare magari le ho dette qualche minuto fa. E questo mi fa arrabbiare: come è possibile che una parola che conosco bene deve uscire così difficilmente dalla mia bocca?
    Se può tornare utile soffro anche di emicrania fin da bimbo ed ora, a volte, anche con aurea visiva.
    Spero nei Vs. consigli e vi ringrazio dell’opportunità datemi da questo forum.
    Grazie.
    Saluti.

    Andrea

  41. Un grazie alla dott.ssa Zanobio, a distanza di anni (cinque) ricordo ancora con gratitudine la sua professionalità e la dolcezza con cui ha seguito mio marito, malato di M. di Parkinson.
    Continui sempre……………….. Ancora grazie Luigia Da Canal

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