La sordità infantile

La sordità infantile , o ipoacusia, colpisce circa 1,5 bambini ogni 1000 nati.

Le perdite di udito non hanno tutte la stessa gravità; infatti vengono classificate a seconda della soglia uditiva:

– lievi (25-40 dB)
– medie (40-60 dB)
– gravi (60-90 dB)
-profonde (oltre i 90 dB).

Quando un adulto si rende conto di non riuscire più a sentire i suoni e le parole come un tempo, spesso il suo disagio trova una soluzione nell’utilizzo di una protesi acustica. Basta quindi effettuare una visita audiometrica.

La situazione è molto diversa quando si parla di un bambino. In questo caso,infatti, la sordità ha conseguenze molto importanti su tutto lo sviluppo linguistico e, più in generale, comunicativo, del bambino.
E’ necessario quindi intervenire molto precocemente, affiancando l’utilizzo di ausili (protesi o, nei casi più gravi, impianti cocleari) ad una terapia logopedica che accompagnerà il bambino affetto da sordità per molti anni.

Un bambino affetto da sordità medio/grave/profonda deve essere seguito da un’equipe di specialisti, in grado di  stabilire cosa fare per garantire la miglior qualità di vita al piccolo paziente e perseguire il suo benessere psico-fisico in ogni momento della sua crescita.

Per fare questo, servono una grande esperienza e la capacità di mettere sempre al centro della propria azione il bambino, che prima di tutto deve essere considerato una persona.

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